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RISONANZE TRA CREATIVITA’ E GIOCO DELLA SABBIA

«Dalla Stanza delle meraviglie ai Paesaggi della psiche» 
con Nicole Janigro

Dopo molti anni passati a collezionare oggetti, immaginarli e disegnare la composizione delle teche come se stessi scrivendo delle istruzioni di regia, ho capito che stavo facendo la stessa cosa che hanno fatto i pittori di panorami di Istanbul che amo tanto: creare la bellezza che nasce dall’incontro casuale fra gli alberi e i cavi elettrici, piloni, nuvole, navi, oggetti e persone. La più grande felicità è quando l’occhio scopre la bellezza dove né la mente né la mano l’avevano realizzata.

Orhan Pamuk, Il Museo dell’innocenza

Prima dei musei c’erano le Wunderkammern. Riunivano animali esotici, piante rare, pietre preziose, manufatti insoliti e bizzarri, scheletri, papiri e scherzi di natura, estesi fino alle umane deformità. Barattoli, scaffali, teche e cassettini accoglievano il visitatore ammirato e stupefatto.

La collezione polimorfa del Gioco della sabbia si presenta come un caos che il giocatore, come un artista, accosta liberamente secondo associazioni narrative e visive, assonanze, connessioni invisibili che costruiscono quadri di storie. Un riassunto non finito del mondo.

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