Paolo Aite fonda un gruppo di ricerca sul Gioco della Sabbia nell’analisi dell’adulto che si costituisce nel 1998 come Associazione: Laboratorio Analitico delle Immagini, di cui è stato presidente e di cui ora è presidente onorario.

Perché Laboratorio Analitico delle Immagini?

Innanzitutto Laboratorio perché il gruppo si pone come obiettivo basilare la ricerca e il confronto clinico. Su quella clinica particolare che utilizza accanto alla parola la sabbiera come luogo di raffigurazione di scenari interni difficilmente esprimibili in un discorso condiviso e comunicabile, sconosciuti, non ancora pensati, ma non impensabili.

Analitico, perché il Gioco della Sabbia entra a far parte del consueto lavoro d’analisi, lo scenario costruito nella sabbiera non va a sostituire la talking cure, ma aiuta la parola attraverso la rappresentazione di qualcosa che non ha ancora parola. Nella costruzione dei quadri di sabbia entra in gioco la complessa affettività condivisa nella stanza dell’analisi.  I due compagni d’analisi osservano e ascoltano il lavoro nella sabbiera: la reciproca relazione si arricchisce del linguaggio dei gesti, veicolando nuovi significati.

Delle Immagini, perché c’è un’indicibilità della sofferenza psichica, custodita nel corpo, che può accedere alla consapevolezza attraverso il linguaggio delle immagini.

Gli scenari costruiti nella sabbiera possono essere molto simili alle visioni del sogno, ma nel contatto con la materia della sabbia e con gli oggetti diventano visibili e così comunicabili nello stato mentale della veglia. Davanti alla sabbiera e alle sue potenzialità espressive si può attivare una creatività che attinge al fondo oscuro della mente.